“Sai cosa trovo incredibile? Stiamo qui a guardare la gente dalla finestra. Guardiamo dentro i loro appartamenti ma non sappiamo cosa stanno attraversando. A che punto sono con la loro vita. Se stanno bene, se soffrono, se sono felici”.
Lo guardo con gli occhi di chi ha capito benissimo cosa intende. Perché sento la stessa cosa. Perché me ne sto anche io davanti alla finestra, affacciandomi alle vite degli altri. E mi dico che non so niente delle persone che abitano il mio quartiere, delle persone che incrocio al lavoro. O piu’ semplicemente di coloro con i quali condivido un piccolo, impercettible tratto del cammino verso il mio croissant ripieno di marmellata di pesche.
E mi capita anche in tram, in autobus, mentre cammino nei corridoi, quando siedo vicino ad un collega o sconosciuto.
Ci incrociamo, siamo divisi da barriere piu’ o meno visibili: un muro, un vetro o piu’ semplicemente NOI.














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