a little bit of everything – chaos organizzato

Delirio

Ottobre 24, 2007 · Lascia un Commento

Non volevo.
Non volevo farti piangere. Ci ho pensato tanto.
Sai quando scrivi senza riflettere. Sai quando i pensieri sono troppo veloci.
Qualcuno, un giorno, mi ha detto che scrivo come se avessi paura che le cose mi scappino via. E’ cosi’.
Scrivo in fretta per paura che questi momenti svaniscano, che mi lascino.
Ho paura di farti ancora del male, dice lui.
Non succederà, risponde lei.
Ma non è vero.
E sono stufa di rincorrermi, di spiegare, mettere in ordine e sistemare.
Sposta i mobili, se sei triste.
Oppure tagliati i capelli.
Perché il mondo resta cosi’ disperatamente lontano da me?
Io voglio sentirmi di nuovo parte di questo mondo. O forse no.
Forse il mio essere altrove, in fondo, mi piace.
Ma se tu dici di amarmi non puo’ essere vero. Non è possibile. Perché tutti scappano da me. Anche io.
Scappo.
E colui che una volta mi scrisse “tu ti nascondi. ma non puoi, non da me”, lui, si’, lui, anche lui se n’è andato.
E magari fosse il vino che non ho bevuto. Per una volta posso delirare senza essere completamente sbronza.
Che novità.

Si’, divento matta. E non mi ci vuole piu’ neanche l’alcool.
Sai, Eli. Mi piace vederti sorridere.
Non c’è niente a questo mondo che io non possa fare. Mi dico.
Ma poi, in fondo, che diavolo faccio ancora qui, davanti a questo stupido schermo.
La mia vita si è fermata e zoppico al pensiero di ritrovarmi li davanti. Davanti alla scelta: dico di si’, lascio la presa o continuo a fare la mia vita come se niente fosse.
Perché?
Forse è giusto stare cosi’. Questo è il normale decorso: amore, sofferenza, paura, circolo vizioso, alcool, tanto alcool, momenti come questi. Di lucidità, in cui ci si rende vulnerabili.
Odio la vulnerabilità. Ma ora sto zitta. E si’. Ora ho imparato: non te lo dico piu’ come mi sento, non te lo spiego piu’ che ho tanta paura di impazzire.
No.
Sto in silenzio. Ti chiedo del lavoro, della casa, dei progetti, del gatto, del tempo.
E mi dici che sono perfetta. Che sono un angelo.
Credimi, un angelo non assomiglia a me.

“E’ solo un ombra che tu ami”, avrei dovuto risponderti come Aragorn.
E no, non mi limito a citare frasi di un film.
Ma poi, io, ti conosco veramente?

Fottutissimo inverno.

Categorie: Pensieri semi-lucidi · Un po' di tutto · senza senso apparente

Scena di ordinaria follia

Ottobre 24, 2007 · Lascia un Commento

“Che ti succede?” La mia amica mi osserva preoccupata, cercando di articolare le mille cose che ti vengono in mente quando qualcuno, all’improvviso, si comporta in modo assurdo.

“Non ne ho idea”. Inizio a sentirmi mancare la terra sotto i piedi. Stento a respirare ma non è ancora tanto grave. Il mio cuore batte forte, troppo forte. La stanza gira, le voci ovattate, vedo colori confusi e non riconosco il luogo in cui mi trovo.

“Che diavolo ti succede?” Interviene qualcun altro.

E come se mi trovassi altrove.
Poi mi ritrovo a casa mia, sul mio divano. Non ricordo come ci sono arrivata, a casa.
Sono ancora intatta. Tutto al suo posto.
Mi accorgo solo che la tv è accesa, sono sotto le coperte, le luci sono accese.
Momenti in rapida successione, alternanza di consapevolezza a momenti di totale distacco dalla realtà.

Devo dormire. Ho bisogno di dormire.

“Forse hai solo bisogno di dormire”, mi dice C.

“Già. Forse. non lo so. Devo andare”.

Ordinaria follia. Lo scrivo per mettere nero su bianco le poche cose che mi ricordo.

Categorie: Pensieri semi-lucidi · peripezie ed assurdità · senza senso apparente