a little bit of everything – chaos organizzato

Post da Novembre 2007

Male, peggio.

Novembre 28, 2007 · Lascia un Commento

Come se avessi bevuto del fissatore (l’acido che si usa in camera oscura),  buttandolo giu’ tutto in una volta, chiudendo gli occhi.

Adesso tutto brucia, il mondo gira, io sono ferma immobile e guardo con soddisfazione il disastro che DA SOLA sto facendo della mia vita. 

Mi guardo allo specchio tutti i giorni (si’, lo faccio), e vedo due “Elisabetta”. Ed io neanche riconosco piu’ qual è quella sana e quella che invece cerca solo di autodistruggersi e nascondersi alla prima occasione. 

Ho preso l’unica saggia decisione degli ultimi 23 anni: ho smesso di farmi illusioni. Rimarro’ sola, invecchiero’ sola, depressa, ingrassata ed inacidita nel mio letto. Con un gatto come sola compagnia.

Ho intenzione di fare in modo che questo accada. Si’.

 

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Delirio semi-nevrotico

Novembre 27, 2007 · Lascia un Commento

Merda. Non mi sono mai sentita cosi’.

Piantala.

Ma non funzionerà. Non potrà mai essere perfetto, non sarà mai quello che IO voglio. No. 

Smettila.

Aspetta, aspetta. C’è una ragione, una ragione precisa. Non sono stanca, non sono depressa (ok, forse un pochino, ma solo un pochino, non è grave). E’ razionale tutto questo no? Non capisci, non puoi capire. Nessuno puo’ capire cosa sento. Nessuno puo’ vedere cosa succede in questa testa.

Hai ragione. Quindi cosa intendi fare? Scivolare lentamente verso l’oblìo? Da sola? Solo per una piccola, insignificante imperfezione nel tuo grande schema nevrotico? Eh? Rispondimi!

Ma non riesco a togliermi dalla testa quell’immagine, quella crepa nel fantastico design che mi ero creata. Era tutto perfetto, stavolta. Adesso, invece.. 

Il problem sei tu. TU. E nessun altro. TU. 

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Le cose che non ho mai detto

Novembre 25, 2007 · Lascia un Commento

Scendi da quel maledetto treno.

Perché non l’ho urlato, eh? Invece no. Sono rimasta li’, dietro la linea bianca, ad osservarlo attraverso il vetro della carrozza. Un’orda di viaggiatori tra me e Lui. Gente di fretta, su e giu’ dal treno. E noi, ed io, ferma, immobile mentre lentamente i nostri sguardi smettevano di incrociarsi. Piano piano. Una lenta agonia.

Scendi, scendi. Ti prego. Rimani.

Avrei dovuto, avrei tanto voluto urlarlo.

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La tazza e il thé

Novembre 22, 2007 · 1 Commento

“Adoro questa canzone” T. mi interrrompe per attirare la mia attenzione.

Smetto di parlare, di delirare piuttosto, e mi concentro sulla melodia ed il testo della canzone. Sto bevendo un bicchiere di vino rosso, un vino francese dal nome non identificato. Stato meditativo, ampiamente facilitato dalla splendida musica di Carla Bruni.

“Ascolta le parole. E’ bellissima”. In effetti, se dovessi definire l’amore – cosa che evito di fare, che detesto fare, che non vorrei mai fare – lo farei con questa canzone. 

Cio’ che all’inizio puo’ sembrare un banale accostamento di parole, di sinonimi e contrari, è in realtà un bellissimo inno all’amore, all’amore dell’amore, al piacere di essere “il mio del tuo”. Tu sei la tazza ed io il thé. Questo intendo.

“Le Toi du Moi” di Carla Bruni

Enjoy

 

  

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Tabula rasa

Novembre 21, 2007 · 2 Commenti

“Si puo’ cambiare totalmente vita a 23 anni?” Adoro fare domande a bruciapelo. E questa la scrivo quasi senza batter ciglio.

“Cosa vuoi dire?” Il mio interlocutore, Lui, non lo posso guardare negli occhi. Una stupida distanza ci separa. Il che significa che la tastiera è per ora la mia migliore amica.

“Cosa intendi? Cosa vuoi cambiare? Cosa vuoi fare?”.

Sono piacevolmente colpita dall’assenza totale di preconcetti, di resistenza. Lui, lo so, mi sosterrebbe anche se decidessi di lasciare tutto e trasferirmi in Libano per fare la fotografa. E probabilmente mi seguirebbe.

Ma io sono seria. Inizia a mancarmi l’aria. “Mi rendo conto di non essere in grado di fare questo lavoro senza, piano piano, essere sempre piu’ infelice”.

“Da quanto tempo ti senti cosi’?”.

“Circa un anno, o due”. Lo conosco a memoria. Riesco quasi a vedere la sua espressione di stupore mista a compassione. Sta sicuramente trotterellando le dita della mano destra sulle labbra, per pensare. Se fosse davanti a me inizierebbe con un “Ok…”, un sospiro, prenderebbe fiato, mi guarderebbe negli occhi per un po’, poi, quasi senza dare segno di turbamento, sarebbe in grado di propormi infinite soluzioni. Semplici.

” Ok..Allora se dovessi continuare cosi’ ti renderesti sempre piu’ infelice. Quali sono i tuoi sogni?”

 A questa maledetta domanda non so rispondere. Ero convinta di averne, di sogni. Ero convinta di essere sulla buona strada. Di essere riuscita, a differenza di tutti i miei coetanei, ad avere le idee chiare. Pensavo di essermi risparmiata la penosa fase del “non-so-cosa-faro’-della-mia-vita”.

E la cosa mi rendeva fiera di me stessa. Contemplavo, al massimo, tante diverse variazioni sul tema. Ma di ritrovarmi cosi’, ora, con tanta voglia di stravolgere la mia vita, no, non lo immaginavo per niente.

Rispondo a mala pena. Sento la sua palese difficoltà.

Lo so che posso cambiare ancora tutto, che sono giovane, che ho la vita davanti. Sono istruita, intelligente, con una mente abbastanza aperta da potermi permettere di contemplare tutte le possibiltà.  Nevrotica ed insicura, questo si’.

E adesso ho solo una semplice domanda da farmi. Dentro, in fondo, sento una consapevolezza crescere. E si fa spazio. Urla e scalcia nella mia testa, la strana sensazione che, a questo punto mi trovo davanti due possibilità: 1) continuare la strada che ho tanto faticato per raggiungere, quella che ho cercato, che ho voluto, che mi sono convinta di volere; 2) trovarne un’altra, sconosciuta, forse piu’ difficile, forse no, ma pur sempre diversa da questa.

Ho 23 anni, si’, e ho voglia di ricominciare. 

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Risoluzione

Novembre 19, 2007 · Lascia un Commento

Facciamo cosi’: ho deciso di inziare ogni settimana con qualcosa di positivo. Un pensiero. Una risoluzione che mi distolga dalla tendenza auto-distruttiva nella quale mi trovo in questo momento.

Oggi mi sono auto-commiserata abbastanza. Senza motivo poi.
E mi sono lanciata in una pericolosa valutazione personale: sto perdendo il controllo delle mie reazioni. Sono stanca, SFINITA dal fatto di dover sempre spiegare, tornare sui miei passi. Sono stanca di difendermi, di dovermi giustificare quando sto bene, quando sto male, quando ho semplicemente voglia di ESSERE LASCIATA IN PACE.

Voglio finire il weekend con l’unica cosa che sarei autorizzata a pensare, se fossi “normale”:
I love you I love you I love you like never before.

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Caduta libera

Novembre 17, 2007 · Lascia un Commento

Le 2 del mattino, o giu’ di li’.
Caduta libera.
“Ho ottenuto quello che volevo. Adesso sto male sul serio”, ho scritto a B., l’unica che ha la pazienza di ascoltare i miei deliri, di seguire l’evoluzione dei miei stati d’animo.
“Ti chiamo” Risponde lei.

“Qualsiasi cosa ti spinga a distruggere sistematicamente la tua felicità, Elisabetta, qualsiasi cosa sia, ti prego trovalo. Fermati. Smettila di boicottare tutto quello che ti rende felice”. Mi dice con forza e convinzione. Sento nella sua voce un po’ di preoccupazione. Non volevo questo. Ma è tardi.
E ormai è ora di mettere in scena il mio teatrino dei sensi di colpa.
“Scusami, non so come mi sopporti”. Ormai la conosce anche lei la cantilena.

Patetico. Patetica immagine della persona che sono diventata.

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Voglio essere ottimista – il mio oroscopo ed altro

Novembre 11, 2007 · Lascia un Commento

Cancro (21 giugno – 22 luglio) – dall’Internazionale
Anche se è alla stessa latitudine della Siberia, il Galles non è coperto dalla gelida tundra, ma il suo clima non si può comunque definire mite. Le giornate fredde, nuvolose e umide sono molto frequenti. Per questo motivo gli orticoltori gallesi hanno esultato di gioia la scorsa estate, quando tre banani del National botanical garden hanno prodotto dei frutti. È stato un miracolo senza precedenti. Prevedo qualcosa di simile anche per te, Cancerino. Una fonte che finora è stata poco più che tiepida diventerà tropicale. Un’influenza che è sempre stata inospitale nei confronti della tua passione diventerà fertile e accogliente. Di conseguenza, anche tu fiorirai come non hai mai fatto prima.

Questo è il mio oroscopo.
Voglio leggerlo il piu’ possibile. Voglio memorizzarlo, piantarmelo nel cervello con una strana operazione. Voglio ricordarlo bene perché sono certa che mi servirà.
Si’, perché l’idiota di cui vi avevo parlato continua a telefonare alle 3 del mattino.
Presto il SUO oroscopo dirà esattamente il contrario del mio: farà riferimento ad una cella, buia fredda, con poco da mangiare e da bere e soprattutto, vi assicuro, ci sarà poco spazio per passione fertile ed accogliente.

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Brainstorming in aria

Novembre 5, 2007 · 1 Commento

Ero stanca, sveglia dalle 3.25 del mattino per prendere il primo volo, delle 6.00.
Ero cosi’ stanca che ho iniziato a leggere un libro, sulle relazioni, il matrimonio, il sesso tra adulti. Ma che diavolo ti viene in mente, eh?
Poi ho iniziato a riflettere, a pensare alla velocità della luce, un po’ come la protagonista del libro che stavo leggendo, una certa Katie, sposata, con un amante, e profondamente cinica ed infelice.

Ecco a voi il risultato della mancanzadisonnostanchezzafrustrazione:

Don’t ask why I am writing in English. And it’s so sad that all I can come up with is an ever-so-confusing reproduction of the mess I have in my pathetic little head. And NO, this time is different.
Sleep deprivation does not help either, I guess.
Why on Earth would I even bother writing this down?
But, somehow, this is my conclusion: I look for pain, hurt, issues to solve.
My brain constantly searching for the way out of a dull life.
And I’d kill myself rather than to let the endless possibilities of pain just slip through my fingers.
I’m too tired to even think, and yet I am so eager to put down words.
Trying to give shape to sentences that make sense, when all I can come up with is this: maybe I am only finding a way to detachment, emotional growth, that state of mind where I can easily be alone with myself, without feeling sorry for myself.
Maybe it’s just part of growing up or the sad realization that I can’t accept happiness. I have to deny myself happiness, as someone told me once (and let’s not forget that particular person is also largely responsible of my twist), because when happiness actually reaches me, managing to find its way through the obstacles that I myself put on its path, I refuse it.
I find excuses I convince myself it’s just a lie, an illusion, a short-term situation that can’t possibly last.
FUCK. Are you really talking to youself now?
You need to sleep, I’ll tell you that much.

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