“Si puo’ cambiare totalmente vita a 23 anni?” Adoro fare domande a bruciapelo. E questa la scrivo quasi senza batter ciglio.
“Cosa vuoi dire?” Il mio interlocutore, Lui, non lo posso guardare negli occhi. Una stupida distanza ci separa. Il che significa che la tastiera è per ora la mia migliore amica.
“Cosa intendi? Cosa vuoi cambiare? Cosa vuoi fare?”.
Sono piacevolmente colpita dall’assenza totale di preconcetti, di resistenza. Lui, lo so, mi sosterrebbe anche se decidessi di lasciare tutto e trasferirmi in Libano per fare la fotografa. E probabilmente mi seguirebbe.
Ma io sono seria. Inizia a mancarmi l’aria. “Mi rendo conto di non essere in grado di fare questo lavoro senza, piano piano, essere sempre piu’ infelice”.
“Da quanto tempo ti senti cosi’?”.
“Circa un anno, o due”. Lo conosco a memoria. Riesco quasi a vedere la sua espressione di stupore mista a compassione. Sta sicuramente trotterellando le dita della mano destra sulle labbra, per pensare. Se fosse davanti a me inizierebbe con un “Ok…”, un sospiro, prenderebbe fiato, mi guarderebbe negli occhi per un po’, poi, quasi senza dare segno di turbamento, sarebbe in grado di propormi infinite soluzioni. Semplici.
” Ok..Allora se dovessi continuare cosi’ ti renderesti sempre piu’ infelice. Quali sono i tuoi sogni?”
A questa maledetta domanda non so rispondere. Ero convinta di averne, di sogni. Ero convinta di essere sulla buona strada. Di essere riuscita, a differenza di tutti i miei coetanei, ad avere le idee chiare. Pensavo di essermi risparmiata la penosa fase del “non-so-cosa-faro’-della-mia-vita”.
E la cosa mi rendeva fiera di me stessa. Contemplavo, al massimo, tante diverse variazioni sul tema. Ma di ritrovarmi cosi’, ora, con tanta voglia di stravolgere la mia vita, no, non lo immaginavo per niente.
Rispondo a mala pena. Sento la sua palese difficoltà.
Lo so che posso cambiare ancora tutto, che sono giovane, che ho la vita davanti. Sono istruita, intelligente, con una mente abbastanza aperta da potermi permettere di contemplare tutte le possibiltà. Nevrotica ed insicura, questo si’.
E adesso ho solo una semplice domanda da farmi. Dentro, in fondo, sento una consapevolezza crescere. E si fa spazio. Urla e scalcia nella mia testa, la strana sensazione che, a questo punto mi trovo davanti due possibilità: 1) continuare la strada che ho tanto faticato per raggiungere, quella che ho cercato, che ho voluto, che mi sono convinta di volere; 2) trovarne un’altra, sconosciuta, forse piu’ difficile, forse no, ma pur sempre diversa da questa.
Ho 23 anni, si’, e ho voglia di ricominciare.