a little bit of everything – chaos organizzato

Post da Aprile 2008

Vita e non

Aprile 29, 2008 · 2 Commenti

E quando ti sentiro’ piangere, non potro’ fare altro che guardarti soffrire

Categorie: Pensieri semi-lucidi · senza senso apparente

La memoria corta

Aprile 21, 2008 · Lascia un Commento

Che dire? A chi mi ha chiesto nei giorni scorsi un “commento” sulle elezioni nostrane, ho dovuto rispondere scuotendo la testa, facendo spallucce, strabuzzando gli occhi.

Io ho fatto il possibile, sono addirittura tornata in patria per tre lunghissimi giorni, togliendo preziose ore di lavoro al mio progetto. Ho fatto il mio dovere di cittadina, ho messo la croce sul foglio, e visto che sono particolarmente precisa, ho controllato DUE volte, DUE volte prima di ripiegare con cura ed infinito amore la scheda rosa, uscire dalla cabina elettorale ed infilare la suddetta scheda in quella lussureggiante scatola di legno. Il tempo si era fermato, nel momento in cui ho sentito la scheda toccare il fondo della scatola. Momenti magici, quei pochi secondi che hanno preceduto l’irritante esclamazione di uno scrutatore “la signorina xx ha votato!” (E c’è bisogno di urlarlo cosi, pezzo di idiota? Mi sono fatta chilometri e chilometri per fare il mio dovere civico e tu me lo urli cosi? No ma dico, almeno sussurramelo con dolcezza, fammi un sorriso, offrimi un caffé).

Ahh, quei momenti, quella dolce, ansiosa attesa prima dei risultati.

Quelle ore passate a sperare che i miei cari concittadini si smentiscano. 

Invece no, ha ragione il mio capo: noi italiani abbiamo la memoria corta.

Allora, fatemi il piacere: alle prossime votazioni politiche, non votate il nanetto malefico, se non volete farlo per quel poco che resta della dignità del nostro paese, fatelo almeno per me, perché non voglio ritrovarmi ancora una volta a cercare di spiegare ai miei colleghi che, si’, effettivamente noi italiani abbiamo la memoria corta.

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Blues primaverile

Aprile 10, 2008 · 9 Commenti

Ho deciso che mi affoghero’ nel lavoro. 

Faro’ il triplo di quello che sto facendo.

Se mi fermo a pensare è finita.

 

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La torcia della vergogna

Aprile 8, 2008 · 3 Commenti

Ed ecco che ci siamo, martedi’ 8 aprile 2008. Giorni passati cercando di evitare di parlarne. Ebbene, chiedo venia, non ce la faccio.

La diplomazia dalle 9 alle 18. Adesso posso dire quello che penso.

La fiamma olimpica, che ieri ha percorso le strade di Londra e di Parigi e che oggi si trova negli Stati Uniti, è stata spenta a piu’ riprese a causa delle proteste da parte di coloro che si oppongono al regime cinese, colpevole di violazioni massive dei diritti umani

Ora, in questi giorni ne ho sentite di tutti i colori: non bisogna essere irrispettosi verso gli atleti, bisogna restare fedeli allo spirito olimpico, non si deve negare a nessuno lo spettacolo offerto dai giochi olimpici, le proteste che hanno portato allo spegnimento della fiamma sono state una vergogna, eccetera, eccetera, eccetera.

Ma esaminiamolo lo spirito olimpico. I primi due principi olimpici dicono:

1. Olympism is a philosophy of life, exalting and combining in a balanced whole the qualities of body, will and mind. Blending sport with culture and education, Olympism seeks to create a way of life based on the joy of effort, the educational value of good example and respect for universal fundamental ethical principles.

2. The goal of Olympism is to place sport at the service of the harmonious development of man, with a view to promoting a peaceful society concerned with the preservation of human dignity.

Aspetta, aspetta, cosa ho letto? “promozione di una società pacifica per preservare la dignità umana”?

Spiegatemi perché, allora, un comitato organizzatore formato da gente la cui capacità analitica e di previsione dovrebbe essere un pochino piu’ sviluppata di quella di un gruppo di formiche, non è stato in grado di rendersi conto delle possibili conseguenze dell’affidare l’organizzione dei giochi ad un paese famosissimo per il suo completo disinteresse verso la dignità ed i diritti fondamentali? 

Certo, gli Stati Uniti sono meglio? Esiste un paese il cui rispetto dei diritti umani è cosi’ perfetto dal permetterci di non batter ciglio? Ci sono Stati che meritano piu’ di altri l’onore di ospitare le Olimpiadi? Non sono sicura la risposta sia cosi’ semplice, ma di certo non ci è permesso ignorare le malefatte del regime cinese unicamente perché non è il solo ad essere colpevole di violare i diritti umani. 

Non bisona negare ai bimbi occidentali lo spettacolo delle Olimpiadi? E se invece ci sedessimo a tavola con loro e cominciassimo a spiegare che nessun regime, NESSUNREGIME, puo’, impunemente, permettersi di violare i piu’ fondamentali dei diritti umani e che tutti, TUTTI, quando ne abbiamo l’opportunità, dobbiamo e possiamo manifestare il nostro disgusto e domandare che qualcosa venga fatto?

Reporters without borders , che aveva domandato il boicottaggio della cerimonia d’apertura, è riuscita ad organizzare la manifestazione di Parigi, durante la quale la polizia è stata ripresa mentre trascinava via di forza dei manifestanti, pacifici, e mentre strappava dalle loro mani delle bandiere tibetane. Trovo questo vergognoso, un’altra violazione di un altro fondamentale diritto che ci è tanto caro: il diritto di manifestare le nostre opinioni.

Allora manifestiamole le nostre opinioni. Oltre le strumentalizzazioni, oltre la demagogia da talk show, mi sembra necessario portare all’attenzione di tutti il fatto che non c’è niente di peggio di un’umanità che preferisce sedersi davanti alla televisione per ammirare una cerimonia d’apertura (per la quale sono stati spesi miliardi), congratulandosi ed emozionandosi per tutto il nostro benessere, mentre centinaia e centinaia di persone non sono libere di dire quello che pensano perché rischiano la prigione e la tortura.

Noi occidentali siamo i campioni in un’unica ed incredibilmente sofisticata disciplina: l’incoscienza. 

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Stato leggermente ansioso

Aprile 4, 2008 · 6 Commenti

Sarà la primavera, l’instabilità dovuta al cambio di stagione, il momentaneo disorientamento.

Sarà che non mi riposo, che lavoro senza sosta.

Sono in preda ad un stato “ansioso” che non riesco a descrivere. A nessuno importa, forse. Continuate a chiedere le stesse cose di prima. Ad essere altrettanto esigenti ed intrasigenti sul lavoro, l’amicizia e quant altro.

Datemi solo qualche giorno di pace. Vi prego. Fatelo per la mia salute mentale.

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