Undicietrenta, Povia e la sua canzone volgare e pericolosadi Roberto Cotroneo Ma ora, dico, ma ci può occupare di Povia a Natale, e anche dopo Natale? Povia, il noto autore di “Quando i bambini fanno oh”, e “Vorrei avere il becco”?, un cantante di Sanremo che pensa che i gay sono malati e dunque vanno guariti. Ma soprattutto: ma con quale buon senso si può mandare a cantare uno che dice cose del genere in un festival più nazional-popolare che più nazional-popolare non si può? Nessun buon senso a pensarci bene. Anzi, una fatastica trovata degna di questi tempi deficienti. Perché le opinioni intellettuali di Povia sono merce poco interessante, e non risulta che i suoi testi siano entrati nella tradizione della canzone d’autore. Non risulta neppure che Povia abbia studiato con Derrida, e forse neppure che abbia studiato molto. Risulta un’altra cosa: che Povia ha più volte espresso apprezzamenti per le teorie di uno strano tipo, come se ne incontrano spesso nell’America integralista, che di nome fa Joseph Nicolosi. Uno che pensa che i gay si guariscono. E persino Povia ne ha guariti almeno due, e ora sono sposati.
Ora ognuno è libero di pensare quello che vuole. E se Povia pensa di guarire i gay pazienza, c’è tanta di quella gente al mondo che pensa cose strane, che uno più o uno meno, non fa la differenza. Il problema è un altro. Puoi mandare a Sanremo uno così? A cantare questa canzone intitolata “Luca era gay”. No che non puoi. Sanremo è un festival di canzoni stinte, di arrangiamenti che sono sempre gli stessi, di artisti che vanno e vengono senza troppa passione. Di giovani cantanti che sembrano già vecchi, e di vecchi cantanti che vogliono sembrare a tutti i costi giovani. Povia non c’entra nulla. È un reazionario, ma con i capelli lunghi, che fa politica. E Paolo Bonolis non può essere così miope da non capire che così non funziona, e che a Sanremo ci puoi mandare vecchie e nuove glorie che cantano la stessa canzone, che fa rima con cuore, con amore, con tutto quello che ti pare. Poi prendi due a caso, e gli fai cantare una bella canzoncina contro la guerra e la fame nel mondo, la miseria, la violenza alle donne. Giusto per mettere su un colonnino sui giornali. Per una manifestazione che non sa di nulla.
Ma questa di Povia è volgare e persino pericolosa. Gli facciamo raccontare a milioni di telespettatori che i gay son dei malati? In un paese moderno e civile? Nel 2008? Sulla rete ammiraglia del servizio pubblico Rai? Se è una trovata pubblicitaria per ridare ossigeno a un festival ansimante e tramortito, nessuna giustificazione: si tratta di una trovata volgare e indegna. Se invece non la è, allora preoccupiamoci, davvero. Siamo alla frutta. Capisco l’Arcigay che vuole impedire che Povia canti quella canzone. Ma se alla Rai rinsaviscono all’improvviso, e se ne accorgono, forse questa farsa grottesca si potrà impedire. Riguardo a Povia, troverà un’altra canzone più consona. E se ha solo quella, vuol dire che se ne farà volentieri a meno.24 dicembre 2008
Auguri di buon non anno!
Dicembre 31, 2008 · 4 Commenti
Non mi sono ancora espressa su Povia, forse perché già lo fanno in tanti e meglio di me. A questo proposito, segnalo un articolo tratto dall’Unità di Roberto Cotroneo.
Categorie: Pensieri semi-lucidi · Un po' di tutto · peripezie ed assurdità · senza senso apparente














4 risposte finora ↓
Eleonora // Gennaio 10, 2009 a 9:25 pm
Scusa, ma perche’?
Perche’ non si puo’ essere liberi di cantare quello che si desidera?
Tenendo anche presente che fior di grandi scienziati dichiarano che essere ‘gay’ vuol dire avere ormoni ‘malati’, malfunzionanti.
Io sono lesbica proprio perche’ ho un’alta percentuale di ormoni maschili.
elys // Gennaio 10, 2009 a 11:30 pm
In effetti, lui può cantare quello che gli pare, e sono contraria alla censura. Però in una cosa Cotroneo ci ha azzeccato: “Gli facciamo raccontare a milioni di telespettatori che i gay son dei malati? In un paese moderno e civile? Nel 2008? Sulla rete ammiraglia del servizio pubblico Rai?”.
Non commento sugli scienziati (?) che fanno tali dichiarazioni. Per quanto mi riguarda sono allergica agli omofobi, di ogni tipo.
Eleonora // Gennaio 11, 2009 a 2:18 pm
… E allora, OK, facciamo raccontare a milioni di telespettatori che i ‘gay’ NON sono dei malati … (quando questa è solamente una teoria scientifica al 50 percento)!!!
Purtroppo, essere ‘gay’ vuol dire vivere con un malfunzionamento del metabolismo (ne so qualcosa), poi, certo, ci sono anche quelli che sono solamente dei ‘viziosi’ …
Comunque, complimenti per il bel blog.
Anch’io sono allergica agli omofobi, ai razzisti, ai comunisti, ai fascisti, ecc. …
elys // Gennaio 11, 2009 a 5:22 pm
Grazie
Il problema per me (e ho grandi discussioni con me stessa a riguardo) è che spesso, a lasciar parlare per permettere il (sacrosanto) diritto ad esprimere la propria opinione, si può mandare un messaggio di “tolleranza” che purtroppo non è sempre positivo, specie in paesi (Come il nostro) dove mancano sani dibattiti.
In fondo non tolleriamo più che si dicano certe cose, tipo che le donne non sono adatte a lavorare (era normale una volta e sono certe ci fossero fior fior di scienziati a tentare di dimostrarlo), o che certe “razze” (parola da non usare ma è tanto per farmi capire) sono inferiori.