Che gran bel film Michael Clayton. Volevo vederlo da tempo ma alla fine forse non è stata una cattiva idea aspettare un po’ per non avere l’inevitabile bias dato dagli Oscar dell’anno scorso (Tilda Swinton ha vinto l’Oscar miglior attrice non protagonista). Molto bello. Forse un po’ lento l’inizio ma si perdona molto facilmente la scelta di raccontarci la storia senza seguire la cronologia dei fatti. Pensandoci bene forse è stata anche una scelta giusta visto che il film inizia nel momento cruciale in cui il personaggio – un gran George Clooney – sceglie di cambiare la sua vita. I personaggi sono tutti – o quasi – sia buoni che cattivi, reali e umani indeed, intrappolati in un essere moderno e adulto di persone che da giovani forse avrebbero combattuto piene di idealismo e animate dalla Giustizia. C’è poco di romantico in Clooney, non è facile amare il suo personaggio ed è giusto che sia così.
Al cinema invece, ho visto Revoluntionary Road con una fantastica Kate Winslet ed un altrettanto convincente Leonardo di Caprio. Non ho letto il libro quindi non posso fare paragoni. Ho letto e credo non sia totalmente insensato, che il problema è un film non ti permette di “leggere nei pensieri” dei protagonisti e che la maggior parte degli “eventi” si svolgono appunto nelle menti dei due. Però il film mi è molto piaciuto forse anche perché ci sono alcuni momenti che colpiscono “close to home”. Mi sono piaciuti alcuni pezzi di dialogo che mi hatto fatto pensare a Simone de Beauvoir quando parla della famiglia da un punto di vista femminsta (non espliciti ovviamente, in fondo erano gli anni ‘50, e forse ne ho fatto una lettura pesonale). Evito di svelarli perché sarebbe uno spoiler. La candidatura a miglior attore non protagonista a Michael Shannon è tutta stra meritata: fantastico in questo personaggio, un malato mentale – forse i matti sono quelli che fanno una vita piatta monotona e bigotta – che sembra appunto l’unico a mettere insieme un discorso sensato sulla vita, la coppia, il conformismo. C’è da piangere in questo film, lacrime d’amarezza, lacrime di paura, terrore di non diventare mai come loro.













