Hi everyone! The blog is moving!
A shiny new domain is waiting for me, as part of the new big rehaul which will take place also surrounding the other website (bussolaetaccuino.com – but this requires a little bit more time).
So, from now on, this blog will be found at Alittlebittoblog.com
Ciao a tutti!
Il blog trasloca sul nuovo scintillante dominio. Mi potrete trovare da oggi su: Alittlebittoblog.com
Durante un’altra delle tante ore passate a guardare il soffitto, cercando di addormentarmi, sono tornata indietro nel tempo ad una conversazione avuta con un ex-collega il quale esprimeva tutto il suo disgusto verso coloro che assumono i cosiddetti “stagisti” senza pagarli (io ero una di loro). Lui, che il lavoro fisso ce l’ha, mi ha spiegato che si tratta di un’ingiustizia perché in molte delle organizzazioni di cui stavamo parlando, la possibilità di pagare un compenso in effetti c’è.
Poi penso ad un articolo letto da poco in una rivista tedesca in cui si esaminano le conseguenze della crisi economica sulla forza lavoratrice femminile. Una delle consequenze? L’aumento (ed io che credevo non fosse possibile) del fenomeno del precariato, con tutti gli annessi, ovvero contratti a tempo determinato, stages non pagati. Tutti fenomeni che ci toccano da molto tempo e non solo a causa della crisi economica.
Ma ecco, arrivo al punto. Se anche voi avete fatto esperienze di questo tipo (stages non pagati, specialmente se più di uno) avrete sicuramente maturato delle impressioni. Rabbia? Forse avete concluso che è giusto così? Avete voglia di raccontarmi le vostre esperienze?
Vorrei tanto raccoglierle, magari scrivere qualcosa a riguardo e pubblicarlo qui sul blog (o su altri blog).
Fatevi sentire!
The window is a space
Not a simple glass, not a frame whose reflection is left unnoticed
But a space that renders clear
who stays, who leaves
and entrapped in one thought
only to jump
one two hours
A window is a board
collection of reminders written from the outside
waiting for a response that will never come
Camminando per le strade della città mi sono venute in mente un sacco di cose che mi avrebbero permesso di riempire almeno 30 post. Quello che ne rimane: Non capisco quelli che dicono di “amare tutta la musica”. Ne conosco. Ne conoscete voi? È un segno di disonestà intellettuale degno dei lettori di Coelho.
Le frequentatrici italiane sulla cinquantina del negozio di libri francese sulla Linienstraße sono odiose. Snob. Odiose. E poco interessanti (al contrario, sarebbe interessante capire come si fa a vivere in Germania da anni e non parlare una sola parola di tedesco).
La differenza tra Norimberga e Berlino si riassume in una frase: a Berlino è gratis diventare atei (per non pagare una parte delle tasse alle chiesa cattolica), a Norimberga cosa circa 30 euro. Questione di priorità insomma.
Ci sono interrogativi che rimangono a lungo. Ad esempio: perché molti dei fotografi di successo che ho consciuto sono delle persone insopportabilmente saccenti e quindi già da subito poco interessanti. Bisogna per forza essere stronzi per fare i fotografi?
Non vedo l’ora di ascoltare l’album dei Bishop Allen e il nuovo di Peter Bjorn and John.
Trovo odiosa Sarah Kuttner, specialmente il suo primo romanzo.
Viva Darwin!
David Sedaris è un genio.
99 francs è il peggior libro che mi sia mai capitato fra le mani (e mi sono ostinata a leggerlo per intero, così da poter dire con cognizione di causa che è una grande ciofeca).
Dico NO! ai libri di self-help/new age bullshit del tipo “parlare in pubblico con stile per convincere”, “come diventare padroni della propria vita”, “come aumentare la propria autostima”, “come diventare amici del proprio gatto”, “come (inserisci desiderio mediocre)”.
In realtà ho avuto anche pensieri molto più gentili oggi.
Non è un segreto che C. ed io siamo un esempio di “political junkies”. Durante i mesi scorsi, e soprattuto dopo la scoperta di Fivethirtyeight.com, le nostre giornate inziavano e terminavano con uno sguardo ai sondaggi, lettura dei maggiori eventi riguardanti i candidati, l’immancabile passagio al Daily Show di Jon Steward e al Colbert Report di Stephen Colbert (Comedy Central ringrazia).
Sono passati settimane, e quasi ricordo con maliconia quando ancora dibattevano delle primarie democratiche, guardando avanti. Le elezioni sembravano sempre cosi’ lontane. E’ sorprendente l’attenzione che i non-americano rivolgono a questo show mediatico che rappresentano le elezioni presidenziali oltreoceano. E di certo non possiamo dire che gli USA facciano lo stesso con noi. Ve lo immaginate un americano che si interessa ai dibattiti elettorali in Italia? Secondo me il problema è che da noi non esiste piu’ una satira politica fatta bene (con notevoli eccezioni – Sabina Guzzanti, Daniele Luttazzi, Beppe Grillo – che pero’ in televisione hanno ormai pochissimo spazio, o per dirlo in un altro modo, non sono piu’ i benvenuti).
In ogni caso: è finita. Obama ha vinto, il mondo ha tirato un sospiro di sollievo. E non ci sono piu’ sondaggi, exit polls, articoli ed interviste imbarazzanti da scrutare.
Mentre il mondo osserva gli ultimi giorni della campagna elettorale americana (ahhh non vedo l’ora che sia finita, Obama eletto presidente e che Palin torni a spalare neve in Alaska dal quale puo’ vedere la Russia), incredibile ma vero, ci sono molte altre cose di cui parlare.
C’è un processo contro la “Chevron”, nel quale si accusa la compagnia di complicità con le truppe Nigeriane per aver torturato ed ucciso nel 1998 dei manifestanti che cercavano di negoziare dei posti di lavoro.
Segnalo un articolo (in inglese) tratto da Spiegel Online.
Si tratta di un’intervista a Katha Pollitt (artista e attivista per i diritti delle donne), nella quale esprime il suo parere riguardo alla scelta di Sarah Palin come candidato al posto di Vice-Presidente da parte del republicano McCain. La scelta di Palin, una fondamentalista anti-aborto assolutamente inadatta al ruolo di Vice-Presidente degli Stati Uniti, è un insulto all’intelligenza delle donne, le quali, soprattutto coloro che sono rimaste deluse dalla sconfitta di Hilary Clinton alle primarie, avrebbero dovuto affrettarsi (secondo il lungimirante McCain), a votare per un candidato che rappresenta tutto quello che il movimento femminista condanna.
L’intervista è poi anche un’occasione per riflettere sui temi attuali del feminismo, e soprattutto per capire, una volta per tutte, che non basta essere donne per avere l’appoggio delle elettrici, neanche se ci si candida al posto di vice-presidente (o se si è ministro alle pari opportunità).
Un po’ di buon senso che In Italia non farebbe male.
Devo solo avere le idee piu’ chiare prima di ricominciare a scrivere e a scagliarmi contro il mondo che mi circonda (cosa che so fare molto bene).
Nel frattempo, per tutti coloro che stanno leggendo e che segretamente sperano che me la stia passando male, che stia soffrendo come hanno sofferto loro (per colpa mia, ovviamente, anche se non è assolutamente vero), sappiate che convivo felicemente con l’uomo piu’ straordinario del pianeta.
Who wants to be right as rain, it’s better when something is wrong.
You get excitement in your bones and everything you do is a game.
When night comes and your on your own you can say I chose to be alone.
Who wants to be right as rain, it’s harder when you’re on top.
‘Cause when hard work don’t pay off and I’m tired,
There ain’t no room in my bed, as far as I’m concerned.
So wipe that dirty smile of, We
won’t be making up, I’ve cried my heart out
and now I’ve had enough of love.
Who wants to be riding high when you’ll just crumble back on down.
You give up everything you are and even then you don’t get far.
They make believe that everything is exactly what it seems.
But at least when you’re at your worst, you’ll know how to feel things.
‘Cause when hard work don’t pay off and I’m tired,
There ain’t no room in my bed, as far as I’m concerned.
So wipe that dirty smile of, We
won’t be making up, I’ve cried my heart out
and now I’ve had enough of love.
Go ahead and steal my heart to make me cry again,
’cause it will never hurt as much it did then,
when we were both right and no one had blame,
but now I give up on this endless game.
‘Cause who wants to be right as rain, it’s better when something is wrong.
I get excitement in my bones, even though everything’s a strain.
When night comes and I’m on my own, you should know I chose to be alone.
Who wants to be right as rain, it’s harder when you’re on top.
‘Cause when hard work don’t pay off and I’m tired,
There ain’t no room in my bed, as far as I’m concerned.
So wipe that dirty smile of, We
won’t be making up, I’ve cried my heart out
and now I’ve had enough of love